Il panorama artistico di Napoli non è dei più edificanti. Permangono quelle condizioni d’ambiente che rendono difficile la vita degli artisti e ne ritardano la desiderata evoluzione.
Ragione non trascurabile, nella decadenza dedll’arte napoletana, è la impossibilità che hanno i nostri pittori e scultori di elevare e arricchire la loro cultura. Se, per quasi tre quarti, essi migliareggiano o pratelleggiano o irolleggiano, ciò è dovuto innanzi tutto al fatto che essi non viaggiano, non rinnovano il loro spirito, non si rendono conto dei progressi e delle aspirazioni moderne. Essi vedono poca o punte pittura. Di quì quel semso di stanchezza, di uniformità che è nelle loro tele. Di quì quella predilezione pel grazioso, per la tavoletta, per i soggettini di più o meno facile collocamento.
Perchè Napoli non ha una Galleria di Arte Moderna ? Perchè Napoli non è sede di qualcuna di quelle rassegne nazionali e internazionali d’arte, che tanto giovano alla formazione degli artisti ?
Napoli non ha una Casa dell’Arte e questa mancanza di una degna sede ha fatto morire sul nascere una istituzione che pure aveva dato ottimi risultati. Vogliamo dire la Biennale di felice memoria, che diede un vantaggio di più di mezzo milione e si mostrò utilissima e ricca di sviluppi e di possibilità. La mancanza di una Casa dell’Arte paralizza ogni buona volontà. Manifestazioni di grande respiro sono impossibili, e gli artisti nostri sono isolati. Ma S. E. Castelli ha promesso di provvedere. Problemi assai più difficili Egli ha saputo risolvere. Noi siamo sicuri che, tra non molto, per il volere dell’Alto Commissario, a cui tanto Napoli deve per la sua rinascita, anche la Casa dell’Arte sarà una realtà, una bella realtà.
Galleria d’Arte Moderna, Napoli non è la sola, fra le grandi città d’Italia, che ne sia sprovvista, con qual danno per il pubblico e per gli artisti tutti possono immaginare. Parecchi anni fa, la Maestà del Re donò una sessantina di opere per questa Galleria. Fu allora designata la sede : il Maschio Angioino. Le opere stanno a dormire nei locali della Sopraintendenza e vi dormiranno tranquillamente, chissà fino a quando... Il mecenatismo del Sovrano non ha ancora dato il suo frutto. Anche un’altra cospiqua donazione ci fu : parecchie centinaia di opere di GIACINTO GIGANTE, da parte dei parenti del pittore. Ma della Sala Gigante, al Museo di S.Martino, non si vede ancora il principio. E intanto è stata smontata quella saletta Gigante, di opere già esistenti al Museo, le quali suscitavano tanto interesse e tanta ammirazione nel pubblico.
Per avventura, nello stesso Museo, dopo le vive insistenze della stampa locale, sono state raccolte in una sala quelle Visioni napoletane di VINCENZO MIGLIARO che, oltre a un pregio intrinseco, ne hanno anche uno storico e folklorico, permettendoci di rivivere in quella Napoli chiassosa e sgargiante che a poco a poco va scomparendo.
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Abbiamo nominato MIGLIARO, pittore fra i più rappresentativi di Napoli, e sentiamo subito il bisogno di ricordare il successo della Mostra di ATTILIO PRATELLA, tornato ai suoi amori giovanili con la ceramica – e di quella di GIUSEPPE CASCIARO a Roma. SANTORO è entrato, con i dovuti onori, nella Galleria di Valle Giulia. DE GREGORIO, per rimanere tra i vecchi, ha partecipato con fervore a varie mostre nazionali. DE LUCA, titolare di scultura alla nostra Accademia, ha esposto alla Permanente i lavori che da cinquant’anni sono usciti dalle sue mani. Cifariello ha convitato nel suo sfarzoso studio gli amici e i giornalisti, per mostrare la recente produzione, della quale si riserva fare una mostra fra uno o due anni. DE MARTINO, il nostro spirituale e valorosissimo DE MARTINO, muore di dolore per non essere stato invitato a Venezia, dove da tanti anni rappresentava la scultura napoletana.
Ma nessuno, pare, degli scultori napoletani è stato invitato a Venezia. E Napoli, è risaputo, è la città degli scultori ! MARAINI lo riconobbe anche lui, quando venne tra noi l’ultima volta... Segnaliamo una mostra del DE VAL, alla Sala Paola, per la eleganza decorativa dei suoi bronzi e delle ceramiche. SAVERIO GATTO dice di non volerne saper più di scultura (dice), e dipinge e disegna da due anni con inusitato fervore. JERACE ha esposto alla Biennale di Reggio una deliziosa testina di bimba e intanto non ha riposo, fra statue e monumenti. TOMAI insiste con successo nelle raffigurazioni di animali, cesellati con grande amore.
Buoni, tra i giovani, il PETROVI, il MONACO, il PEPE-DIAZ, il TIZIANO, il MENNELLA. Quest’ultimo proviene dall’Accademia e ha esposto alla Mostra dei Guf, al Maschio Angioino.
Questa mostra, che è valsa a rivelare più d’un giovane, ha avuto l’alto onore di essere inaugurata da Duce. Esprimiamo l’augurio che Napoli sia prescelta come sede stabile per queste manifestazioni degli Universitari italiani. Per le gloriose tradizioni della sua Università, per il suo patrimonio artistico e per le sue bellezze naturali (Pompei, Ercolano, Cma, Grotta della Sibilia, Tomba di Virgilio, lago d’Averno, Baia, Capri, Miseno) essa ne è degnissima. Roma ha la Quadriennale, Venezia la biennale, Milano la Triennale, Firenze il suo Maggio musicale, Padova la sua fiera, Bologna la Mostra del Littorale, La Calabria le biennali di Reggio, Palermo la sua primavera siciliana... Diamo, almeno a Napoli, La Mostra dei Guf !
Ma, per liberarci delle mostre dell’anno, ricorderemo quella del gruppo Donne professioniste e artiste ( notevoli la ZAMBONINI GUIDI, la FREY, ZINA AITA, GIUSEPPINA GOGLIA, CLARETTA TESTA) e quelle di GAETANO RICCHIZZI al Circolo della Stampa; di PASSARO e UVA, alla Permanente; di STRICCOLI, MERCADANTI, PUCHETTI, PANZINI-DUPRE’, CARUSO alla Sala Giosi; di CIARDO e BARONE, alla Sala Paola; di FRANCO GIROSI, chez soi, ecc. FRANCESCO GALANTE ha esposto anche lui alla Permanente; GENNARO VILLANI si accinge a una personale, nel salone del Circolo della Stampa.
Delle collettive del Circolo Artistico sarà detto tutto quando si sarà invocata per esse una sempre più rigida selezione. Vorremmo che il Circolo Artistico esplicasse una più coerente e assai più efficace azione negli interessi degli artisti. Dovremmo ricordare un’altra collettiva, quella promossa dal Sindacato con la sua Bottega d’Arte, in Piazza dei Martiri. Ma, ahimè, l’unica iniziatva del nostro Sindacato, da noi sostenuta con tutte le forze, si fermò a quel tutt’altro che felice tentativo...
Dobbiamo sinceramente riconoscere che il Sindacato napoletano non brilla, tra i confratelli della nazione, per ardore di iniziative e per ampiezza di respiro nella interpretazione della sua funzione. E’ tempo che le superiori gerarchie esaminino a fondo il problema napoletano e che, con uomini sorretti da prestigio e da simpatie, si ponga fine alla discordia che è nel nostro mondo artistico. Il Sindacato sia, a Napoli, quello che è nelle altre città d’Italia : L’espressione totalitaria delle forze operanti nel mondo artistico; si renda conto delle speciali condizioni della classe; provveda ad essa con spirito altruistico, e con modernità di spiriti e di iniziative.
Non è assai penoso che a nessuna delle Internazionali di Arti Decorative Napoli abbia partecipato come avrebbe potuto e dovuto ? che gli artisti sindacati non abbiano beneficiato dei lavori di restauro e di abbellimento della città ? che artisti di valore siano abbandonati al loro triste destino e che la partecipazione dei napoletani a Roma e a Venezia abbia avuto il risultato che tutti sanno ?
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Ci resta da dire una parola sui nostri Istituti d’arte. Loderemo il Presidente dell’Accademia di Belle Arti, il quale è riuscito a liberare l’Istituto da incrostazioni... parassitarie e, col valido aiuto di S. E. Castelli, molto lo ha migliorato e lo va migliorando. Ottima la Mostra annuale delle scuole di pittura (SIVIERO) e scultura (DE LUCA). Notevoli i progressi della Scuola Superiore di Architettura, a cui prodigano le loro cure il Presidente on. Limoncelli e il Direttore on. Calza Bini.
Intanto, all’Istituto d’Arte Industriale, fra il generale stupore, è tornato LIONELLO BALESTRIERI che al principio dell’anno scolastico dello scorso anno era stato telegraficamente esonerato dalla direzione e dall’insegnamento. In seguito all’inchiesta PELLATI che seguì quella, diligentissima, di ATTILIO ROSSI. A che servono, dunque, queste inchieste o ispezioni, che pur costano fior di danari all’erario ? Comunque, l’anno di sospensione avrà insegnato – vogliamo sperarlo – qualche cosa a BALESTRIERI. Il desiderio di tutta Napoli è che egli si renda conto delle particolari esigenze della città; che le speciali nostre materie trovino nell’Istituto possibilità di sviluppo e di rinnovamento : che l’Istituto sia la vera Università delle Arti Decorative del Mezzogiorno, sorretta dal generale aiuto e consenso oltre che dall’autorità dei suoi insegnanti.
Pensare che cosa è diventato, sotto la Presidenza di UGO OIETTI, l’Istituto di Firenze !!...
Chiuderemo col registrare l’apertura al pubblico del Museo della Floridiana, contenente le importanti raccolte del Duca di Martina. Il Museo è stato ordinatodal Duca GIOVENE DI GIRASOLE, al quale dobbiamo anche l’ordinamento di quel gioiello che è il Museo Correale di Sorrento.
Il Museo Nazionale si è arricchito dei cento e più pezzi d’argento, rinvenuti dal MAIURI in una villa di Pompei, e il Museo di S. Martino di una collezione di una quarantina di disegni di DOMENICO MORELLI; collezione donata da S. E. Frignani, Direttore Generale dl Banco di Napoli, per tante e tante ragioni benemerito dell’arte napoletana.
Degli argenti di Pompei discorse AMEDEO MAIURI – a cui dobbiamo la superba edizione della « Villa dei Misteri » - agli Amici dell’Arte, l’Istituto napoletano d’arte e di cultura fondato dal Mattino. Altre conferenze importanti sono state quelle del CHIERICI su Vanvitelli, del MOSCHINO su Michetti, del BIANCALE su Mancini, del FRANGIPANE sul Mattia Preti e del SIVIERO su Luca Giordano. L’Istituto promuoverà, nel prossimo anno, una Mostra del Seicento napoletano.
ERMINIO CAMPANA
<< Indice dell'Almanacco 1932