P. A. MANCA       "Panorama artistico della Sardegna"

   Soffia vento di fronda: la Sardegna si scuote tutta fin dentro le più riposte innervature dei suoi abitanti. Perché? Perché siamo a un fatto nuovo: si prende posizione a lato delle correnti artistiche peninsulari. Sbaglierebbe però chi, come è stato detto e scritto, confondesse la missione degli artisti sardi con quella di altri artisti italiani. Le isole, si sa, sono vivai di anime e di energie; e quando nei continenti si comincia a sbandare verso allettanti e ben congegnati sistemi di convenienze personali, proprio allora pare che sorgano dalle isole nuove forze di carattere e di tenacia, pericolo alle ragnatele tese dagli opportunisti ad avviare l’inesorabile corso della storia. Sicchè non si cerchi « arte polemica » o (piuttosto) polemica dell’arte, in Sardegna; ma schiettezza d’animo e serietà d’intenti nell’elaborazione progressiva del fattore artistico.
   Per quanto arbitraria e discutibile possa apparire questa tesi, certo è che i sardi non possono riaddormentarsi con i soli sacrosanti attributi meritati da fanti in guerra, ma vogliono distinguersi anche in pace, nella lotta spirituale e morale intrapresa, per virtù di un nuovo ideale sociale, da tutta la Nazione italiana.
   Ciascuno, dunque, al suo posto di combattimento. GIUSEPPE BIASI può inarcare la caramella fin che crede – per essere di nobile schiatta veneziana – a riguardare da quel raffinato colorista che è, il panorama artistico internazionale; che tanto, a Venezia, quest’anno pare sia stato invitato soltanto il segretario del Sindacato Artisti per la Sardegna. A rappresentare l’arte sarda, forse ?! . « Ai posteri l’ardua sentenza ». A Venezia è stato invitato anche MARIO DELITALA ; ma per il bianco e nero, chè di pittura pare se n’intenda poco anche lui, secondo il criterio di quel « Comitatone ».
   E’ possibile, on. Oppo (al sig. Maraini è inutile rivolgersi perchè tanto non risponde) che in Sardegna non vi fosse nessun altro da invitare a Venezia, fuori del segretario regionale del Sindacato ? Eppure abbiamo letto tante lodi di artisti sardi; e scritte non solo da lei sulla « Tribuna », ma anche da M.le BIANCALE sul « Popolo di Roma » e da altri critici su altri giornali.
   Ad ogni buon conto gli esclusi non si sentano offesi di questo trattamento. Se così fu fatto, vuol dire che una ragione vi sarà, anche se ad essi provvisoriamente questa ragione sfugge.

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   A Cagliari vi è stata la seconda Mostra sindacale d’Arte. I giornali ne han parlato con parole lusinghiere per gli organizzatori e per gli organizzati. Siamo d’accordo; ma « non è tutt’oro quello che luce ». La cassa sindacale ci ha rimesso un tantino l’osso del collo ( per non dire degli altri proventi cittadini ) e il risultato è stato, molto ma molto inferiore alle previsioni. Le cause ? Ma ! In tutti i modi la Mostra è servita, se non ad altro, a riunire le varie tendenze degli artisti sardi.
   Ma, c’è una novità! Alla Mostra di Cagliari hanno partecipato, con opere pregevoli, gli artisti A. G. SANTAGATA, ANTONIO BARRERA, ERCOLE DREI, CUCCHIARI DOMENICO, GIOVANNI PRINI e FRANCESCO MENZIO del Sindacato artisti laziali. In mezzo a questi nomi, risulta pure SINOPICO, del Sindacato artisti lombardi, ma è sardo, com’è sardo lo stesso MELCHIORRE MELIS, presente con un opera alla Mostra e di stanza a Roma.
   Le tendenze poi, sono queste : niente desinenze in « ismo ». Quì da noi si picchia, non a polemiche. Ciascuno attende al. proprio lavoro; da MARIO PAGLIETTI che, come s’è detto l’anno passato, è il padre spirituale di tutti i pittori sardi, a CAIO BONIFAZZI che ha piantato le velleità futuristiche per attendere a qualche cosa di più solido e di più costruttivo.
   Chi vuole avere le ultime notizie sull’arte di GIUSEPPE BIASI, di MARIO DELITALA, di MELCHIORRE MELIS e mie, vada a prendersele alla Mostra Coloniale di Roma, dove sono esposte alcune opere dei predetti, poichè nè CESARE CABRAS, nè quell’anima dannata di CARMELO FLORIS sono mai stati in colonia.
   Non si creda che soltanto questi nominati artisti, ben noti ormai negli ambienti continentali, possano rappresentare degnamente le attuali aspirazioni dell’arte in Sardegna. Tutt’altro! ANTONIO BALLERO potrebbe stare benissimo fra i primi, come anche GIAN BATTISTA ROSSINO, entrambi insegnanti di disegno, l’una a Sassari, l’altro a Cagliari. STANIS DESSI, emerito incisore e xilografo, pare si sia dato anche lui all’insegnamento, come l’animatore della xilografia in Sardegna, REMO BRANCA.
   Anzi, giacchè ci siamo, sarà bene sottolineare l’attività veramente confortevole di questi due ultimi artisti, nel campo della pittura veramente detta. Un’altro insegnante di disegno è PAOLINO MANINCHEDDA, ottimo dacoratore e studioso assiduo di dosature tonali. ANTONIO MURA D’ARITZO rappresenta una delle nostre giovani speranze più accese con ANTONIO PINTUS da Sassari. Di GIUSEPPE ALTANA non se n’è saputo più niente dopo che ha partecipato, con apprezzatissime opere, alla Mostra sindacale di Cagliari; come non si è saputo più nulla di MARIO MOSSA DEMURTAS, andato a finire in America del Sud già da alcuni anni. Poi c’è SINOPICO, come s’è detto, a Milano; PINNA a Parigi (a quando la sua conoscenza ?); C. E. OPPO a Roma ed è un sardo d’origine, come si vede; FRANCESCO MENZIO è anche lui sardo, ma non si sà bene di dove.
   Dopo aver accennato a MAURI A. ETTORE, ad ASQUER GIOVANNI di buone doti istintive, che vivono d operano a Cagliari; a NIGRA che vive a Sassari e ad altri di minore importanza, passiamo ai... coscritti!
   Con GIAN DEDOLA in testa, il boemien per antonomasia, ci si presenta la shiera animosa dei giovanissimi, già pronta a dare la scalata alla notorietà. « Prima le donne, per favore ». Veramente, EDINA ALTARA, pur essendo una ben graziosa giovine donna, è già nota, come artista, un pò dappertutto; anche a Parigi dove passa una buona parte dell’anno, e in America. Si sa, le figurine di EDINA, fatte con ritagli di carta colorata, sono deliziose. Vi è poi la biondo-nordica FLORIA RICCIO da Sassari, acquarellista preziosa; LAURA LURRU e MARIA PIA CAROTTI da Cagliari, entrambe di squisito sentimento artistico. « Sotto a chi tocca! ». Mettiamo che sia PINO MELIS, il primo dei giovani da nominare : ebbene, non ha un’educazione molto sensibile di coreografo forse, che condisce nelle sue armoniose ceramiche? E PIETRO COLLU non è una ben nutrita promessa per la giovane pittura isolana? E CIUSA ROMAGNA, nipote di quel FRANCESCO CIUSA, autore della « Madre dell’ucciso », non è forse un ingegno gagliardo? Ma c’è di più : il prodigioso CARLO ARGIOLAS, che a soli sedici anni s’infichia delle mode pittoriche impariginate. Ma avanti! Il diciassettenne GIORGIO CARTA la di cui xilografia è stata classificata dallo stesso Oppo, in visita a Cagliari, per la mostra « sorprendente », non è una promessa? E SANNA EDMONDO con un’alba che ti accarezza; e DEDALO MENTALI colla visione immatura di una crocifissione; e ANGELO PIERRI con le sue pesche carnicine; e ITALO SCHIRRA con garbate xilografie; e BATTISTA ARDAU CANNAS, altro operoso xilografo; CABIGGIOSU, con caricature mordenti e lo stesso ODER CLARO GRASSI (abbastanza magro invece) con un « Chia » convento antico, non sono tutte giovani energie lanciate alla conquista dello spazio?! Ma c’è anche LUIGI CIMINO con certi pesci chiassosi di colore, che non scherza, e ITALO GHIO con « Bibbì » in xilografia (non vi allarmate è il ritratto di un gatto). In Sardegna opera pure un pittore italo-argentino : DANTE GANASI di buona maniera costruttiva.
   Gli scultori sono pochi : FRANCESCO CIUSA, ben noto nelle mostre internazionali (a proposito perchè non è stato invitato a Venezia?); ALBINO MANCA che se n’è amdato in America; un pochino, e perchè no?, c’è NIGRA; FEDERICO MELIS, fratello di Melchiorre, ottimo ceramista; e infine quel mio buon paesano, GIULIANO LEONARDI, che vive a Roma senza dar segno... di vita.
   Di architettura in Sardegna s’è fatto ben poco : a meno che non si vogliano comprendere nel concetto moderno di quest’arte, alcune opere pubbliche ideate ed eseguite pere opera dell’ ingegnere B. CIPELLI, del Genio Civile di Sassari. Di architetti invece, se ne trovano e di valore. Dall’ingegnere VALENTINO, segretario del Sindacato Ingegneri e Architetti, al giovane valoroso UBALDO BADAS, ordinatore elegante dei locali per la mostra sindacale di Cagliari, a G. A. CANNAS, altro giovane valoroso architetto, all’ingegnere GIACOMO CROVETTI, all’architetto GIARRIZZO operante a Cagliari, a F. CLEMENTE, costruttore di mobili artistici Sassari, ed altri.
   Resta poi da classificare l’opera di TOSINO ANFOSSI, plastico di squisito sentimento, che produce i cosiddetti « puppazzi » sardi e quell’altra di TAVOLARA, pittore di elevata sensibilità, che fa altrettanto.
   Auspici dell’andamento artistico in Sardegna, oltre all’on. OPPO che ci onora della sua annuale gradita visita, ci sono il giovane ed apprezzato RAFFAELLO DELOGU, fine intenditore e critico d’arte, REMO BRANCA, che scrive su giornali e riviste e... la Divina Provvidenza che ci protegge tutti.

                                                                                    P. A. MANCA

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