E' uno dei pochi documenti certi dell'arte italiana quale fu negli anni trenta.
Non c'è artista, critico o letterato, noto, meno noto o dimenticato dell'epoca che non abbia collaborato inviando testi, disegni, opinioni sempre ospitati dalla pubblicazione.
Autorevoli nomi figurano tra i corrispondenti dalle varie regioni e città italiane ed anche estere. Vi sono documentate le vere presenze e le diverse situazioni artistiche dell'epoca. L' Almanacco degli Artisti fu un vero, libero ed aperto cenacolo di attività, senza scuole, vincoli, raggruppamenti, albi, esaltazioni, censure o cancellazioni.
L'arte del primo novecento è quella che è stata. Quella che oggi ci viene riassunta e raccontata (spesso rielaborata con incomplete ricostruzioni o con semplificazioni artificiose) non sempre corrisponde compiutamente alla sua realtà storica.
Gli studiosi seri, i ricercatori puntuali, gli storici attenti, i critici consapevoli ed anche i giovani studenti e artisti di oggi potranno, se lo vorranno, attingere liberamente alle verità presenti nelle quattro edizioni dell'Almanacco degli Artisti.
E' a questo scopo che nasce questo sito in internet, con lo stesso spirito che animò Carlo D'Aloisio da Vasto negli anni trenta a ideare e compilare le quattro edizioni.
Dell'ALMANACCO DEGLI ARTISTI - IL VERO GIOTTO tra gli altri hanno scritto:
<< Sembra venuto il momento di finirla con le monografie e lo studio su gruppi di artisti o (peggio) su pseudo spaccati di " anni venti" o "anni trenta". Il ritorno allo studio serio impone di consultare ogni tipo di documento: di vedere, prima dell'artista, chi fu il suo leader, chi furono i suoi mercanti, quali i suoi compagni di strada, quali i suoi rapporti con le grandi mostre, quali i luoghi di ritrovo, quali i contatti con la scena, quali i suoi movimenti internazionali ...
... E'il vero lavoro che deve fare lo storico cosciente che un secolo ormai è finito (nella schiavitù intellettuale e nel vero provincialismo se-dicente internazionale).
Chi affronta questo lavoro deve ricostruire quel clima anche attraverso le riviste e i periodici, ma qui presento il caso di un Almanacco che da anni consulto con sempre notevoli sorprese.
Lo pubblicò Carlo D'Aloisio da Vasto a cavallo del 1930, con il contributo di tutti gli artisti e intellettuali del momento. Quello che vorrei qui di seguito fornire è un indice ragionato della pubblicazione, notevole e pertanto ignorata... >>
Maurizio Fagiolo Dell'Arco (1981)
<< ... nello stesso "Almanacco degli Artisti", l'intervento-bilancio di Giovanni Battista Angioletti su alcuni artisti-scrittori attivi nel 1930 ...
... l' "Almanacco" cedeva la parola a pittori, scultori, critici e scrittori perché giudicassero lo stato dell'arte contemporanea attraverso una serie di referendum da cui emergono opinioni divergenti. Risposero in molti nel 1931, alle domande poste da Carlo D'Aloisio da Vasto.
Parallelamente al referendum, una serie di rassegne metteva in luce lo stato delle arti presso singole realtà locali, cittadine e regionali, tra esse merita particolare attenzione la cronaca romana di Roberto Melli, dove sono colte con particolare sottigliezza e con buona dose di crudo (e coraggioso) pessimismo, le specificità dell'ambiente capitolino e la disperazione silenziosa di tutta una generazione di artisti che non riusciva a comprendere in quale direzione orientare la propria fede nell'arte. >>
Lorenzo Cantatore
<< ... Carlo D'Aloisio da Vasto, il suo nome non è affatto quello di un ignoto. Ideatore e realizzatore di pubblicazioni artistiche quali l'Almanacco "Il Vero Giotto" ...
Uomo, dunque, di battaglie spirituali, il D'Aloisio ...>>
Carlo Carrà (1932)
<< Noto ormai al pubblico delle esposizioni e alla critica militante, scrittore d'arte lui stesso e ideatore di quell' "Almanacco degli Artisti" che tanto successo ha ottenuto per aver in esso criticamente vagliato tutte le tendenze dell'arte del nostro tempo. >>
Michele Biancale (1933)
Nel 1930 apparve una recensione della mostra del sindacato siciliano Belle Arti,
recensione nella quale veniva citato "il giovane diciassettene Guttuso".
Comprai con qualche sacrificio il libro (12 lire) e lo divorai. Vi Comparivano
con scritti e disegni i nomi degli artisti italiani dell'epoca.
Sull'Almanacco del '31 le tavole dei mesi furono disegnate da Scipione, la copertina
era di Mafai e vi apparve anche un mio piccolo, buffo, autoritratto.
Conobbi poi, nel '31 a Roma Carlo D'Aloisio. Era un uomo pieno di entusiasmo, ospitale,
espansivo ed era riuscito con il suo almanacco a creare un punto di aggregazione e di
cordialità tra gli artisti.
Ricordo Carlo D'aloisio nel migliore dei modi, ed anche con nostalgia per quiegli anni,
difficli per un verso, ma ricchi di speranza e purezza di cuore.
Renato Guttuso (Luglio 1981)
Chi volesse farsi un'idea della società artistica e letteraria di una cinquantina
d'anni or sono non dovrebbe trascurare di dare un'occhiata all'almanacco intitolato
il Vero Giotto e dovuto all'iniziativa appassionata di Carlo d'Aloisio da Vasto.
Grazie a questa pubblicazione modesta, bonaria, e divertente si può fare oggi la conoscenza
di personaggi e di fatti che in gran parte non meritano l'oblio a cui
sembrano precocemente condannati anche per l'invadenza dei sopraggiunti.
Un documento che ci rinfresca la memoria e che ci permette e anzi ci suggerisce di
confrontare un tempo passato, recentemente passato, col tempo presente, e di tarrne,
ove ce ne ritenessimo in grado, qualche conclusione.
Mino Maccari (Luglio 1981)